Diario
30 giugno 2026
Su «Versetto della montagna innevata»
Testo
sessen ge — Versetto della montagna innevata.
Sull’origine
Versetto di quattro righe esposto nel Sutra del Mahāparinirvāṇa (Sutra del Nirvana, recensione settentrionale), fascicolo 14, «Capitolo della santa pratica» (聖行品): «諸行無常 是生滅法 生滅滅已 寂滅為楽» — tutte le cose composte sono impermanenti: questa è la legge del sorgere e del cessare; quando il sorgere e il cessare stessi cessano, quella quiete è beatitudine. È detto Versetto della montagna innevata per la leggenda di una vita anteriore del Buddha come il Fanciullo della montagna innevata, che offrì il proprio corpo per udirne la seconda metà, recitata da Indra apparso in forma di demone (rākṣasa) per metterlo alla prova.
Sulla lettura
Tutto ciò che è composto trapassa, sorge e si estingue: questa è la forma di questo mondo. Quando anche quel sorgere ed estinguersi si placa, la quiete che rimane si chiama pace. Non un lamento sull’impermanenza, ma un versetto deposto al di là dell’averla veduta fino in fondo.
Sul capo
Il sigillo di questa parola è stato inciso a mano a Tokyo dall’artista Satake Hōsen. Il davanti porta il sigillo di questa parola; il retro e l’etichetta interna portano il sigillo Hōsen (寳千), stampato in vermiglio.
La base è la Bella + Canvas 3001 per la manica corta, la Gildan 2400 per la manica lunga. Un contenitore per la parola, non il soggetto in sé.
― hosen, tokyo
Il capo per questa parola
Versetto della montagna innevata
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Lettere
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