Diario
30 giugno 2026
Su «Tè e Zen, un solo sapore»
Testo
cha zen ichi mi — Tè e Zen, un solo sapore.
Sull’origine
La parola che vede il tè e lo Zen come un solo sapore. La sua fonte è il «va’ a bere il tè» di Zhaozhou Congshen (Cronaca di Zhaozhou), esposto in epoca Song come 禅茶一味, «Zen e tè, un solo sapore». La tradizione vuole che Yuanwu Keqin abbia scritto questi quattro caratteri e li abbia donati, ma non sopravvive alcuna calligrafia autenticata della frase — il manoscritto superstite di Yuanwu è un certificato di inka a Huqiu Shaolong — e i quattro caratteri non compaiono nelle antiche raccolte di kōan. La loro fissazione come formula appartiene a un’epoca posteriore, soprattutto al discorso sul tè a partire dalla prima età moderna.
Sulla lettura
La mano che prepara il tè e la mente che siede e calma il respiro non sono tenute separate. Si fa bollire l’acqua, si deterge la ciotola, si beve una sola tazza — in ciascun atto, solo questo istante. Il sapore dello Zen e il sapore del tè non si dividono sulla lingua. Dentro una sola ciotola, i due si dissolvono senza cucitura.
Sul capo
Il sigillo di questa parola è stato inciso a mano a Tokyo dall’artista Satake Hōsen. Il davanti porta il sigillo di questa parola; il retro e l’etichetta interna portano il sigillo Hōsen (寳千), stampato in vermiglio.
La base è la Bella + Canvas 3001 per la manica corta, la Gildan 2400 per la manica lunga. Un contenitore per la parola, non il soggetto in sé.
― hosen, tokyo
Il capo per questa parola
Tè e Zen, un solo sapore
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30 giugno 2026
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