Diario
30 giugno 2026
Su «Dire che è una cosa è già mancare il segno»
Testo
setsu ji ichi motsu soku fu chuu — Dire che è una cosa è già mancare il segno.
Sull’origine
Dal Jingde chuandeng lu (Cronaca della trasmissione della lampada dell’era Jingde, 景徳伝灯録), nel capitolo su Nanyue Huairang. La sua risposta, data otto anni dopo, alla domanda di Huineng: «Che cos’è ciò che viene in tal modo?»
Sulla lettura
Nell’istante in cui la si nomina come una cosa, ha già mancato il segno. Ciò di cui si chiede non può essere colto nelle parole. La spiegazione può avvicinarsi, ma non giunge mai alla cosa stessa. Là dove nulla se ne può dire, là essa è.
Sul capo
Il sigillo di questa parola è stato inciso a mano a Tokyo dall’artista Satake Hōsen. Il davanti porta il sigillo di questa parola; il retro e l’etichetta interna portano il sigillo Hōsen (寳千), stampato in vermiglio.
La base è la Bella + Canvas 3001 per la manica corta, la Gildan 2400 per la manica lunga. Un contenitore per la parola, non il soggetto in sé.
― hosen, tokyo
Il capo per questa parola
Dire che è una cosa è già mancare il segno
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