Diario
30 giugno 2026
Su «Il precetto comune dei sette Buddha»
Testo
shichi butsu tsuu kai ge — Il precetto comune dei sette Buddha.
Sull’origine
Dal Dhammapada (Hokkukyō), Buddhavagga (versetto 183), trasmesso come il precetto comune ai sette Buddha del passato: «諸悪莫作 衆善奉行 自浄其意 是諸仏教» — non compiere alcun male, compiere il bene, purificare la propria mente: questo è l’insegnamento di tutti i Buddha. Nello zen è noto per lo scambio tra Bai Juyi e il monaco Niaoke Daolin (Cronaca della trasmissione della lampada dell’era Jingde).
Sulla lettura
Non compiere il male, compiere il bene, purificare la propria mente. L’unico precetto che tutti i Buddha hanno annunciato allo stesso modo. Un bimbo di tre anni può recitarlo; un vecchio di ottanta può ancora non riuscire a compierlo. Tra il sapere e il fare è posta un’intera vita.
Sul capo
Il sigillo di questa parola è stato inciso a mano a Tokyo dall’artista Satake Hōsen. Il davanti porta il sigillo di questa parola; il retro e l’etichetta interna portano il sigillo Hōsen (寳千), stampato in vermiglio.
La base è la Bella + Canvas 3001 per la manica corta, la Gildan 2400 per la manica lunga. Un contenitore per la parola, non il soggetto in sé.
― hosen, tokyo
Il capo per questa parola
Il precetto comune dei sette Buddha
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